I migliori whisky torbati

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È grazie alla torba e ai tempestosi mari della Scozia che i whisky torbati offrono il loro inconfondibile gusto fumoso e dal sentore salmastro. Caratteristiche che li rendono fra i single malt più ricercati dai veri intenditori.

Considerati prodotti di nicchia per via di quel gusto tanto particolare, i single malt torbati pare che abbiano conquistato persino il palato di Enrico II d’Inghilterra, quando nel 1172 invase la Scozia. E da allora non hanno mai smesso di mietere successi.

Soprattutto i distillati scozzesi, perché se è vero che questa particolare bevanda viene prodotta un po’ in tutto il mondo, non c’è dubbio che i migliori whisky torbati siano quelli distillati in Scozia. E non importa che le distillerie si trovino sulle isole Ebridi o subito a ridosso delle zone costiere: in ogni caso il risultato sarà eccellente!

Ma cos’è che rende questi whisky tanto unici? La risposta è sorprendente: non è il cereale impiegato, né la tecnica di distillazione adottata, ma molto più semplicemente è il combustibile utilizzato per la maltatura dell’orzo a conferirgli quel gusto ruvido e fumoso, che è il suo punto di forza e il suo marchio di fabbrica.

I migliori whisky torbati? Quelli scozzesi!

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Parliamoci chiaro: in Scozia, fino allla metà degli anni 60, praticamente tutte le distillerie utilizzavano la torba per maltare l’orzo. Poi, un po’ per contenere i costi, un po’ per sveltire i processi di produzione, iniziarono a ricorrere ad altri combustibili o ad acquistare orzo già maltato dalle grandi malterie industriali. Questo accadde dappertutto, tranne che su Islay, Skye, sulle Orcadi e su alcune piccole cittadine costiere, come Oban, dove i distillatori proseguirono dritti per la loro strada, continuando a sfruttare la torba per i forni delle loro distillerie.

D’altronde, questi luoghi sono ricchissimi di torba e a causa della loro posizione geografica, rifornirsi di materie alternative, come l’orzo già maltato o il carbone per alimentare i forni adibiti alla maltazione, richiedeva sforzi economici maggiori. E meno male che i distillatori non abbiano voluto rinunciato alla tradizione, altrimenti oggi non potremmo gustare i loro rinomati whisky, in grado come pochi altri di assicurare un’esperienza gustativa unica.

Whisky torbato: cos’è?

Per whisky torbato si intende quel tipo di distillato prodotto essiccando l’orzo in forni alimentati a torba, un particolare combustibile che, come abbiamo visto, abbonda in Scozia. Sfruttata da sempre come combustibile, la torba non è nient’altro che un composto organico formato da piante, insetti e piccoli animali. Si deposita sul fondo di laghi e acquitrini e qui, in assenza di ossigeno, non riesce a decomporsi del tutto, ma si limita ad accumularsi strato dopo strato, formando, appunto, la torba.

Utilizzato anche come fertilizzante, la torba è un ottimo combustibile, perfetto quindi per essiccare l’orzo, dopo che questo abbia germinato in vasche piene di acqua. Ed è questo il  momento in cui la torba fa la sua magia: i suoi fumi densi e pungenti, infatti, penetrano all’interno dei chicchi del cereale, conferendogli quell’aroma penetrante, segno distintivo di tutti i whisky torbati.

L’intensità dell’aroma e del gusto dipendono, poi, dalla durata della torbatura. Essa può variare da poche ore a diversi giorni, conferendo un gusto fumoso ora dolce, ora molto intenso e persistente, misurato in ppm, che sta per polifenoli per milione. A valori più alti corrisponderà, quindi, un whisky più torbato.

I 5 migliori whisky torbati

Come già detto, non c’è storia: i migliori whisky torbati sono quelli scozzesi. Vediamo, dunque, quali sono quelli a cui rivolgersi, per scoprire un mondo gustativo ed olfattivo fatto di orzo, fumo e mare.

1. Talisker Skye

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Il whisky torbato Talisker Skye vuole essere un inno alla natura selvaggia dell’isola di Skye, dove la brezza marina e le note salate delle alghe contribuiscono alla riuscita di un distillato dal gusto ruvido e fumoso.

Questo single malt viene lasciato maturare in botti di rovere americano, rigenerate e tostate, nell’unica distilleria dell’isola, che attinge all’acqua di ben 21 sorgenti sotterranee, nelle quali rimane, invariabilmente, un sentore salmastro.  Corposo ed elegante, colpisce subito per la sua spiccata affumicatura, dalla quale emergono sapori dolci e speziati.

Di colore ambrato, il Talisker sprigiona una gradazione alcolica che si attesta al 45,8%. All’olfatto regala un inebriante mix di pera, zenzero, spezie, mele, appena sottolineato dalla vaniglia. Il risultato è un sapore ben equilibrato, che regala una sinfonia di toni dolci, speziati, smoky e salmastri.

In virtù dell’ampissima tiratura, il whisky torbato Talisker è facilmente reperibile presso enoteche e store online.

E’ possibile rifornirsi senza preoccupazioni, grazie al solido astuccio su cui spicca un’immagine suggestiva che ricorda la provenienza di questo distillato: le coste tempestose dell’Isola di Skye!

2. Lagavulin

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Vincitore di numerosi premi, tra cui un doppio oro alla World Spirits Competition di San Francisco, questo distillato Lagavulin è soprannominato “il Re di Islay”, l’isola in cui viene prodotto. Il nome evoca la sua provenienza: Lagavulin, infatti, deriva dal gaelico “Lag a’Mhuilinn”, tradotto come “il mulino della piccola valle”. Rispecchiaesattamente come doveva essere la distilleria ai suoi esordi, ben 200 anni fa.

Sperduta al largo delle coste occidentali della Scozia, l’isola di Isley è soprannominata la regina delle Ebridi.

E’ famosa soprattutto per essere la sede di una delle distillerie di single malt più conosciute al mondo. La Lagavulin, infatti, produce uno dei whisky torbati più amati dagli intenditori, che non possono fare a meno di apprezzare il retrogusto legnoso, dovuto ai 16 anni di invecchiamento in botti ex-sherry.

Una volta estratto dall’elegante astuccio e stappato, la prima cosa che si nota è il suo profumo, caratterizzato da odore salmastro e alga marina.

Il sentore torbato è intenso, così come sono intense le note vanigliate e fruttate. Color mogano ed intenso, il Lagavulin assicura un connubio di sapori ben equilibrati.

Può essere gustato liscio o con l’aggiunta di un cubetto di ghiaccio. In alternativa, si può preparare un Islay Mule, con Lagavulin, succo di lime e Ginger Beer.

3. Ardbeg

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Vicina di casa della Lagavulin, Ardbeg è un’altra distilleria dalla storia antica. Fondata nel 1815, oggi produce ancora whisky, ma con una particolarità: il suo, è il whisky più torbato di tutti!

E che sia un prodotto unico si capisce fin dalla confezione, elegante e raffinata, su cui campeggia la scritta Non Chill Filtered, con cui si avvisa che il distillato non ha subito la consueta filtrazione a freddo. Come il suo sapore, anche la gradazione alcolica è decisamente sopra le righe, raggiungendo il 46% e il suo colore può essere definito come oro pieno.

Ma questi sono dettagli, perché è all’apertura della bottiglia che se ne apprezzeranno realmente le caratteristiche. A cominciare dal profumo, fumoso e intenso, che ogni tanto rilascia tenui note marine e fruttate, che contribuiscono a donare una percezione olfattiva davvero fresca e vitale.

Caldo ed avvolgente, questo single malt arriva al palato con un forte sapore di torba, che all’inizio può stupire. Ma dandogli tempo, il distillato sprigiona invece apprezzabili sentori di banane, ribes, caramello e cannella. Un mix difficile, forse non per tutti, ma apprezzatissimo dai fan dei migliori whisly torbati.

4. Laphroaig select

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Vincitore della medaglia d’argento all’International Wine & Spirits Competition nel 2018, il Laphroaig select è il terzo whisky torbato dell’isola di Islay e un buon punto di partenza, per chi ancora non è avvezzo ai sapori intensi di questi single malt.

La torbatura è molto ricca. Durante il proibizionismo, questo whisky era l’unico che riusciva a circolare perché i proprietari della distilleria erano riusciti a convincere le autorità che si trattasse di alcol medicinale! Nonostante ciò, però, il gusto rimane più morbido e rotondo, grazie alla maturazione che avviene in botti di vari legni americani e europei.

All’olfatto non sfuggiranno le note speziate e fruttate, mentre il palato verrà colpito con un mix di torba, pepe e mare. Meno deciso di altri whisky torbati, questo prodotto ha anche una gradazione alcolica minore, raggiungendo “solo“ i 40 gradi.

Per il suo sapore elegante e sottile, si presta ad essere bevuto liscio, per non perderne nemmeno una nota.

Nonostante il consiglio degli intenditori, il Laphroaig Select è utilizzato anche dai migliori barman per la realizzazione di cocktail intramontabili, come il Manhattan e il Whisky Sour.

5. Oban

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Per la produzione del single malt Oban è stata scelta la cittadina di Oban, che prende il nome dall’antica distilleria fondata nel lontano 1794. Non siamo su un’isola, quindi, ma la posizione costiera permette a questo whisky di avvalersi delle note marine, quand’anche imbrigliate in quelle sprigionate dalle botti di quercia e noce.

Sia nel naso che nel palato, infatti, si mescolano i sentori marini con quelli tipici delle Highlands scozzesi, che richiamano alla memoria la natura selvaggia di queste terre. Con i suoi due alambicchi, la distilleria è una delle più piccole della Scozia.

Vanta la caratteristica di lasciare che il whisky condensi all’interno di vasche in legno posizionate all’aperto, in modo che la bevanda possa arricchirsi delle note portate dalla salsedine.

Il sapore è intenso, ma rotondo, da cui emergono sentori di arance, pere, fichi secchi e miele. Favoriscono una piacevole esperienza gustativa anche a chi fa fatica ad apprezzare un Ardbeg o un Lagavulin. Secco e fresco alla stesso tempo, è un’ottima idea regalo, anche in virtù del suo elegante astuccio rotondeggiante e alla bottiglia sobria e raffinata, da cui fa capolino il distillato, color oro dai raffinati riflessi ambrati.

Insomma, se è vero che negli ultimi anni il mercato ha visto affacciarsi anche single malt torbati giapponesi e irlandesi, non c’è storia. I migliori whisky torbati rimangono gli scozzesi!

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